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Pericoli chimici negli alimenti, relazione della Corte dei Conti europea

15/02/2019

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Il quadro legislativo dell'Unione europea che disciplina la presenza di sostanze chimiche in alimenti, mangimi, vegetali e animali vivi è tuttora in corso di elaborazione e non ha ancora raggiunto il livello di attuazione previsto. L'Autorità europea per la Sicurezza alimentare, inoltre, ha accumulato un arretrato di lavoro in materia di sostanze chimiche che incide negativamente sul corretto funzionamento e sulla sostenibilità del sistema messo in atto dall'Unione europea a tutela della sicurezza alimentare.



È quanto afferma la Corte dei Conti europea in un comunicato in cui elenca le conclusioni della propria relazione speciale n. 2/2019, intitolata "Pericoli chimici negli alimenti che consumiamo: la politica dell'UE in materia di sicurezza alimentare ci protegge, ma deve far fronte ad alcune sfide".

"In alcuni Stati membri - afferma la Corte nel comunicato - i controlli per alcuni gruppi di sostanze chimiche sono più frequenti che per altri e il relativo quadro normativo è talmente esteso che le autorità pubbliche trovano difficile adempiere a tutti i propri compiti". Inoltre, "i controlli eseguiti da organismi pubblici possono costituire solo una piccola parte di tutti i controlli effettuati e la credibilità del modello UE può essere preservata al meglio affiancando ai sistemi di controllo pubblici quelli del settore privato. Tuttavia, solo di recente si è iniziato ad esplorare le sinergie tra i due sistemi". 

La Corte ha poi rilevato limiti nel sistema di controllo, giacché gli Stati membri hanno difficoltà nello stabilire quali misure esecutive adottare in caso di mancato rispetto delle norme e raccomanda alla Commissione europea di:

  • · valutare potenziali modifiche alla normativa che disciplina i pericoli chimici, alla luce della capacità di applicarla in modo uniforme; 
    · stimolare ulteriormente la complementarità, in modo che le autorità pubbliche degli Stati membri possano fare maggiore affidamento sui controlli svolti dal settore privato; 
    · spiegare quali misure intende adottare per i residui di antiparassitari presenti negli alimenti, al fine di mantenere lo stesso livello di garanzia sia per gli alimenti prodotti nell'UE che per quelli importati, senza violare le norme dell'Organizzazione mondiale del Commercio; 
    · fornire agli Stati membri ulteriori istruzioni sull'applicazione di misure esecutive e rafforzare le proprie procedure atte a monitorare la conformità con la legislazione alimentare dell'UE.

Fonte: Alimenti & Bevande

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